Any Other – Silently. Quietly. Going Away (2015)

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“Le persone tristi sono le sole autentiche. Possono dirti la verità sulle cose; sanno da sempre che non ci si può fidare di nessuno e che nessun cambiamento nella tua vita, per quanto grande, alla fine ti impedirà di essere quella che eri all’inizio: persa e sola, seduta su una tela cerata a guardare gli altri che nuotano a farfalla.” (Anne Tyler, L’amore paziente)

Ogni canzone e’ un piccolo avvenimento. In quei tre-quattro minuti si entra misteriosamente in una zona privata. Dove nessuno puo’ entrare o ha il diritto di imporre divieti se non noi stessi. Alla fine c’e’ sempre un brusco ritorno alla realta’ che comunque va vissuta e affrontata.

Ma la canzone cosi’ immateriale e fragile riverbera ancora dentro la nostra anima spingendoci la’ nell’oltre verso il luogo dove dobbiamo cercare di andare. Se di rock stiamo parlando il tema rimane sempre quello. Il nostro desiderio trovera’ mai appagamento? Perche’ c’e’ la tristezza?

Adele Nigro cerca di mettere a tema questo desiderio. Almeno cosi’ mi sembra leggendo i testi delle canzoni. E questo mi sembra un primo passo decisivo. Poi lo fa “vestendo” le canzoni con un suono che in me trova una particolare corrispondenza.

Sarebbe ingiusto dare un riferimento temporale, o citare dei nomi. Per me che sono piu’ vecchio di Adele, Erica e Marco (gli Any Other) questo suono mi porta al periodo in cui la musica era qualcosa di libero eccitante e coinvolgente. Un periodo in cui questo suono ora catalogato, definito, trasformato in una moda era semplicemente un identita’ e un modo di fare.

Per chiusura mentale mia quando lessi il bellissimo Retromania di Simon Reynolds mi feci trascinare da un onda di negativita’ riguardo al fenomeno della citazione o del ritorno al passato. Perche’ non possiamo piu’ dire niente di nuovo? Mi devo sentire in colpa per il piacere che si collega alla parola “nostalgia”?

Ho capito che non mi interessa piu’ sentirmi in colpa. Non esiste ora un prima e un dopo ma un solo istante. Oggi nel 2016 e’ il tempo in cui ascolto il disco degli Any Other. Punto

Si e probabilmente questo gruppo non sarebbe stato lo stesso se Adele fosse nata negli anni ’70 e avesse avuto vent’anni nell’era dei Pavement & C. Chissa’…quando non c’era la rete era solo un amico a proporti nuovi ascolti o il negozio di dischi. E mi ricordo che allora era un caso (seppur) nella periferia di Milano trovare qualcuno con le tue stesse passioni.

Il negozio vicino a casa mia, l’unico che avevo a portata di mano era gestito da due signori completamente ignari dei prodotti che mettevano in vendita. Quello nel paese di fianco era specializzato in progressive rock. Non certo la musica che metteva a tema la realta’.

Tornando al disco degli Any Other, il secondo elemento che ne fa un disco interessante e’ la voglia e la capacita’ di raccontare delle storie. Quando si ha questa capacita’ tutto il resto diventa secondario. Si puo’ non essere perfetti e cool, ci si puo’ anche vestire male. E come un tuo buon amico, ha dei difetti, ti fa incazzare qualche volta, arriva in ritardo, ma alla fine gli vuoi bene.

Questo disco mi fa compagnia in un 2016 dove si fatica sempre di piu’ a trovare qualcosa che piaccia davvero.

30 Marzo 2016 – Magnolia Milano.

https://anyotherband.bandcamp.com/album/silently-quietly-going-away

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