2+2 = 5

“Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere” (George Orwell)

Tutto ha una strategia. I bianchi rubarono l’idea del rock and roll per mezzo dei blues ai neri per farne un business redditizio. Tornò comodo durante la guerra fredda per attirare le simpatie della frontiera ad est del muro e combattere l’ideologia commie. L’America espansionista, in nome del white power e della presunta supremazia dei padroni bianchi ha più’ volte rivestito una verità’ con un altra verità’ ad essa contraria. La dichiarazione di indipendenza puo’ essere l’esempio più’ limpido, il prototipo in cui i bianchi firmatari proprietari di terre e beni fecero in modo da non pagare le tasse su quello che possedevano mentre nello stesso momento loro stessi proprietari di schiavi proclamavano l’uguaglianza tra gli uomini. Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più’ uguali di altri.

L’America W.A.S.P. e’ espansionista per sua natura. E l’inganno del business musicale (non della musica in se’) e’ stato di decennio in decennio perfezionato fino ad raggiungere vette di eleganza degne del bipensiero orwelliano.

Ora il modello di band rock ha origine sul modello delle gang di strada. Sentirsi fuori legge, disdegno per la società’ e odio per le figure autoritarie (tenete ben presente questo punto) sono parte del sistema di valori della band. La band definisce un territorio, si da’ un nome, inizia i membri, organizza incontri e definisce rivali e alleati. Lo stile e’ fondamentale. L’origine del rock e’ quindi violenta per natura, ma si tratta di una violenza minacciata piu’ che praticata. E nel caso negli anni recenti la violenza e’ mentale e non sicuramente fisica.

Abbiamo gia’ parlato su queste pagine di cultura alternativa. Ora la parola/etichetta alternativa e’ una delle invenzioni con cui ciclicamente si rida’ vita a un fenomeno nel momento di maggior stagnazione, nel caso del rock ma anche a livello psicologico per l’onesto e annoiato lavoratore; in questo caso dando una nuova linfa ad una vita ormai senza più’ sorprese. Andare in ufficio da impiegati e nel contempo ascoltare non musica sovversiva (chi ha coraggio nel 2014 di essere veramente sovversivo) ma musica non allineata con i canoni principali e accettati dal senso comune viene vissuto come un gesto di coraggio, un dire ‘sono qui!’ ‘esisto e non sono come voi’ ‘l’azienda per cui lavoro non avrà’ mai la mia anima’ ecc. ecc.

In particolare la finta possibilità’ di un alternativa e lo strumento più’ subdolo per creare l’impressione di una libertà’ quasi verosimile. Sono prigioniero di un mondo che non ho deciso ma ho quel piccolo spazio che mi ritaglio per rivendicare la mia unicità.

Ma abbiamo detto che tutto ha una strategia e quindi veniamo all’ esempio. Ho scelto quello dei TOOL (volevo parlare di Britney Spears ma mi sarei sentito troppo in colpa), esempio di sincretismo tra idee esperienze generi e atteggiamenti di un certo livello di raffinatezza. Band attiva sin dal 1991 a Los Angeles caratterizzata da uno stile a metà strada tra metal, prog e alternative. 4 album e mezzo prodotti in 23 anni.

Nome

Gia’ il nome TOOL implica di partenza una fusione tra tesi e antitesi in una sintesi a due facce. Tool vuol dire loser, stupido, sciocco, persona che non sa di essere controllata. Ma anche tool come attrezzo (a parte un significato ovvio), tool e’ metaforicamente parlando lo strumento attraverso cui l ascoltatore puo’ liberarsi di schemi preconcetti e ambire a livelli di coscienza più’ elevati.

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Foto

La foto ufficiale e’ cio’ che definisce in maniera inequivocabile il carattere e i fondamenti su cui si basa una band. Nel caso dei TOOL si evita accuratamente di essere fotografati e/o di rendere l’immagine un elemento ingombrante sia in studio che dal vivo. Stesso motivo per cui i testi sono assenti dal libretto del CD. Stesso motivo per cui non danno interviste. La formula e’ noi non siamo importanti, viene prima la musica. Una manciata di scatti in 20 anni di attivita’. Fino al passato recente dove le regole cambiano. Un po’ come aspetta i….qualcuno ha detto Pink Floyd?

le figate con i laser funzionano sempre

le figate con i laser funzionano sempre

Filosofia

Lacrimologia – le persone possono fare dei passi avanti solo esplorando e analizzando il proprio dolore sia fisico che emotivo. Ok questa era una delle invenzioni o prese per il culo attuate dalla band stessa per poter divertirsi alle spalle dei fan. Un po’ tipo topo dentro il labirinto ma senza formaggio alla fine.

Per le cose serie invece si va a finire un po’ dentro il territorio della scontatezza. Il primo album si chiama OPIATE. Quindi immaginate – sorpresa sorpresa – la religione e’ l’oppio dei popoli. Negli anni a seguire dal vivo all’inizio del pezzo Third Eye – viene usato un sample di Timothy Leary che dice tra le altre le seguenti parole “Pensa autonomamente – Sfida le autorita’ (politiche religiose ecc.)”. Pelle d’oca per l’effetto novita’. Davvero.

Counter culture – Contro cultura tanto quanto era coraggioso il disco omonimo di Fabri Fibra. Timothy Leary era anche l’alfiere dell’LSD usato curiosamente per evadere i dolori e la pesantenza della vita sociale.

Tale pesantezza pero’ e’ meno greve se si occupa un posto nella scala sociale piu’ elevato.

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Sito web

Il sito web dei TOOL e’ assolutamente web 1.0 e non viene aggiornato piu’ o meno dal 2001 per quanto riguarda la grafica (si potrebbe anche far notare che i TOOL esistono negli ultimi 10 anni  come band solo nella mente dei fan e sui forum più che nella realtà empirica delle 4 dimensioni che tutti conosciamo). Il forum degli abbonati del club ufficiale non funziona e per tutto il resto c’e’ uno sfondo nero e uno stile cupo e alternativo. Veramente!?! Cioe’ niente foto della band a ripetizione a parte qualche vecchia foto. L’unica parte aggiornata è guarda un po’ lo store (mmm). Ah e la sezione news dove per scelta editoriale si parla di tutto tranne che della band (mio Dio siamo di fronte all’assoluto genio – che idee avanti rispetto ai nostri tempi).

Arte

L’arte dei TOOL e’ degna di H.R.Giger, Gorey, Dario Argento, gli horror giapponesi e altro ancora. Copertine elaborate, spesso pubblicate in diverse versioni (come Aenima del 1996). La cura per il packaging e in generale i libretti mi ricorda aspetta un attimo….si i Pink Floyd.

Autori di blog che vomitano bile in cerchio

Autori di blog che vomitano bile in cerchio

Pero’ mi dispiace ma Storm Thorgerson e Hipgnosis spaccano ancora il culo a tutti quanti.

Nei video invece pupazzi deformi ma poco minacciosi, ambienti chiusi e stagnanti. I video sono il pretesto per non fare qualcosa che sarebbe troppo SCONTATO e quindi sono ritmicamente slegati dalla musica. Lo slegare qualcosa il mettere fuori contesto e’ uno dei temi ricorrenti di qualsiasi musicista moderno. “Non c’e’ un significato preciso in quello che scrivo, ognuno puo’ leggere dentro una canzone quello che vuole o sente piu’ vicino alla sua vita blah blah”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Dai Mumford and Sons passando per Allevi e finendo il lato A dell’album definitivo di Beethoven intitolato “Settima Sinfonia”. Beethoven per ricordarvi era quello che non aveva ritmo.

I TOOL invece hanno un ottimo batterista. Non come i Pink Floyd che invece di un batterista hanno un ottimo collezionista di Ferrari.

Merchandising

Fino piu’ o meno al 2006 i Tool si sono comportati abbastanza bene. E’ chiaro che in un mondo come il nostro non si vive principalmente con la musica ma con tutto il contorno (magliette poster ecc.) Nessuno aveva mai esagerato fino a:

Quadretto con scheletri in edizione limitata 50 pezzi – firmato 250$
Foto del leader all’interno di una vasca piena di grappoli d’uva – 250$
Maglietta da basket firmata dal batterista – 156$
Riedizione limitata del primo disco con nuova copertina e nessun contenuto aggiuntivo – 150$
VIP Package – 500$ (nella prima edizione non comprendeva neanche il biglietto per il concerto)
Vendita di oggetistica di vario contenuto occultista di Aleister Crowley (libri, bicchieri, magliette ecc.) – Qualcuno ha detto Led Zeppelin?

What the fuck is this $**t?

What the fuck is this $**t?

Bipensiero

Vendere merce di dubbio valore su uno store è però un gioco da ragazzi. Il traguardo successivo è smerciare prodotti dimenticabili però mantenendo l’aura di dignità artistica. In questo senso il bipensiero si attua pubblicando musica per scherzo e allo stesso tempo richiedendo che sia presa in considerazione in quanto espressione culturale. La merda d’artista cosiddetta o in altre parole (secondo Maynard Keenan leader dei tool riguardo al suo progetto solista):

“this project is simply a playground for the various voices in my head, […] a space with no clear or discernible goals, […] where my Id, Ego and Anima all come together to exchange cookie recipes.”

Puscifer (il nome del progetto) is “as much a clothing line as it is a band”

Nelle parole di un critico “Puscifer is an odd, surreal trip to an alternate universe alongside a man who’s probably from another universe.” Alternate, surreal, odd tutti termini che fanno le veci di independent o anche merda presentata come roba figa (a parte qualche brano qua e là decente). Come dice lo stesso Maynard “expectations pave the road to hell“. Le aspettative ti fottono. go to http://www.puscifer.com

Le vere intenzioni

Il fan prototipo dei tool e’ praticamente convinto della deità’ dei TOOL. Un po’ come i fan ipnotizzati durante le messe blues dei Led Zeppelin negli anni ‘70 ma con più’ decadenza, meno valori e in genere più’ depressione. Per qualcuno di mia conoscenza il rock finisce con LED ZEPPELIN 4 (pubblicato nel 1971). ma questo e’ un altro discorso. Comunque quello che interessa sono gli effetti psicologici di tale dipendenza, tra i quali considerarsi intellettualmente superiori alla massa (molto più’ dello snobismo da tutti noi praticato in particolare tra gli autori di questo blog (la parola blog mi ricorda il qualcuno che vomita sentenze)) e la convinzione che grazie ai TOOL si acceda alle dimensioni superiori (come il protagonista di Interstellar). La cosa inaccettabile e’ subire una lezione di intelligenza da Yankee Americani anti patriottici, nati in ambienti massonici, devoti al culto di Crowley, ignoranti perché’ in fondo senza una storia alle spalle ma presunti illuminati e convinti di una superiorità culturale che esiste solo nella loro mente.

Il bipensiero trionfa nelle parole del loro leader:

“All you read and wear or see and hear on TV is a product begging for your fatass dirty dollar. Shut up and buy my new record. Buy and send more money. Fuck you buddy” (TOOL – Hooker with a penis)

Intellettuali yankee riuniti ad un convegno di fisica teorica

Intellettuali yankee riuniti ad un convegno di fisica teorica

Tutto e’ un prodotto. Anche la nostra musica. Noi vogliamo i vostri soldi perché’ non vogliamo lavorare come voi schiavi del sistema e mentre giriamo a LA protetti dalla polizia di uno Stato che denunciamo (finché’ lo fanno tutti cioè’ con Bush al potere) ci tiriamo un po’ fuori da questa società’ e questa industria discografica che ci da’ i soldi ma un po’ ci fa schifo. Perché’ comunque io devo comprarmi la villa da 2 milioni di $ e ho bisogno di attenzione per la mia infanzia infelice. Perché’ sono ferito dentro e comunque mi stanno sul cazzo i fan che mi credono un dio. Odio i miei fan.

“Ho fatto questo album nel 2003 un album politico. Non erano neanche canzoni mie. E sono stato crocifisso per il suo contenuto. Perché’ c’e’ un intero esercito di bambini la fuori che entrano in ogni piccola chatroom, spandendo merda e criticando chiunque abbia qualcosa da dire. E’ un po come questa malata infrastruttura da 1984/Grande Fratello” (Maynard James Keenan – leader dei TOOL)

Come in 1984, il Partito stesso crea il libro eretico e la figura del sovversivo ma sempre del partito si tratta. Cosi il partito stesso può’ accusare un regime di essere un regime sotto le spoglie di un artista.

Quale sono le vere intenzioni di una band. Storicamente parlando. Niente di nuovo come tutto il rock dal 1971. O dal 1979. I Tool non amano i loro fan, hanno aggirato il sistema evitando di far parte della società, evitando di andare a lavorare da McDonald o Subway. In più con abilita estrema riescono ad esistere senza produrre nulla di significativo da quasi 10 anni. Quello che si crede un spirito artistico freak o diverso è il frutto di una meditata campagna per incassare i vostri soldi. Quello che conta più dei soldi e comunque e sempre il potere. Li rispetto per questo, per esserci riusciti.

Potere e narcisismo. Un po’ come in ufficio si e’ pagati anche per essere trattati di merda, cosi’ un musicista dovrebbe accettare di essere trattato in altrettanta maniera da qualcuno.

Poi se non ti piacciono i Tool, c’è sempre X-Factor. Siccome i dischi non si vendono il Partito ci ha svalutato la musica (o è sempre stato cosi) rendendola esplicitamente per quello che è: un fenomeno da baraccone. Io comunque i CD continuo a comprarli, perchè sappiate che scaricare è come rubare (anche ascoltare le cose su Spotify è come rubare). Se rubate vi ritroverete all’inferno insieme a Hitler, Lassie e Rin Tin Tin. Tanti auguri.

Ascolti consigliati: TOOL – Aenima (1996)

Tool all’audizione per entrare nei blue men

Tool all’audizione per entrare nei blue men

PS: Forse nel 2015 verrà pubblicato il nuovo disco dei TOOL e sinceramente non vedo l’ora di metterci le mani sopra, perche’ ammettiamolo sono l’ultima band che fa rock “riccardone” figo, suonato e prodotto alla grande. Mi sto contraddicendo?

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