cathedrals of sounds

Come il protagonista di a Beautiful Mind ho disegnato sui vetri della mia camera per giorni inseguendo l’appetito per gli schemi e le strutture. Will I get crazy in the end?

Gli amici immaginari non sono ancora arrivati. 3 giorni dopo mi risveglio sul pavimento e non ricordo che giorno sia della settimana. Mi alzo e sul computer di casa trovo tre disegni da decifrare. Questo quello che ho scoperto….

Il primo pezzo da ascoltare e VEDERE tutto con attenzione è Can’t Buy Me Love pubblicata nel 1964 nell’album dei Beatles – A Hard Day’s Night. La struttura del brano è la classica del blues cioe’ 12 battute divise in 3 stanze (le prime 2 uguali e la terza di chiusura). In pratica in questo pezzo ci sono due situazioni: verse (strofa) e chorus (ritornello). Su suggerimento di George Martin viene piazzato un ritornello iniziale che ho chiamato come intro (perchè leggermente diverso ma comunque simile al chorus). Il solo viene fatto sul giro della strofa. Quindi semplicità assoluta. Ma già qui si notano alcuni particolari che rendono la canzone bella cosi com’è. Per sempio nel 3° e ultimo ritornello la parte di Ringo cambia diventando piu’ urgente a sottolineare il finale. Inoltre la struttura dei verse non è mai uguale (2, 1 + solo, 1).

L’idea è che se avete uno schermo abbastanza grande dovete guardare la figura mentre sentite il file di YouTube (gosh!)

beatles1

Di SOLI tre anni piu’ tardi il brano A day in the life pubblicato su Sgt.Pepper nel 1967. L’album per una serie di motivi anticipa i temi di tanti stili e mutazioni che avverranno nel decennio successivo. Guardando ora la struttura ci si chiede cosa sia successo alla forma canzone dei Beatles in soli 3 anni. Cosa è successo a J. Lennon? Cosa è successo nel mondo nel frattempo? E’ stato difficile immaginare piu’ di 4 colori (vivendo io in un mondo fatto di 7-8 tonalità) per descrivere quello che succede qui. (la prossima volta daro’ a una donna il compito di scegliere i colori)   Questa è la classica canzone senza ritornello e con una struttura non-struttura. Il ritornello qui sembra essere il crescendo quasi cacofonico dell’orchestra  che si innesta sulla coda di Lennon che canta “I’d love to turn you on….”.

La parte arancione centrale che funziona come il bridge cioè quella parte C della canzone oltre alla classica strofa e ritornello è opera di McCartney che canta anche la voce solista. Inoltre compare una sequenza strumentale che serve da collegamento al ritorno verso la strofa finale. In questa canzone non c’è niente di dritto e scontato. L’ultima sorpresa è il mega accordone finale suonato su dai Beatles e George Martin su 3 pianoforti contemporaneamente. Questo che è solo un finale è cosi lungo e dettagliato che fa una sezione a se’ stante

beatles2

Il tema che i Beatles annunciano con questo strabiliante brano è che la complessità si può raggiungere in orizzontale moltiplicando i momenti e i particolari della semplice tradizionale canzone blues o rock’n’roll. Non abbiamo piu’ il solo come momento di novità e di passaggio ma un vero e proprio arrangiamento e costruzione sequenziale. Lo schema sembra ora un opera di cutout di Matisse.

PAUSA MATISSE….

Henri Matisse - The Parakeet and the Mermaid 1952 (detail)

Ok rieccoci qui…

Questa somma di parti in orizzontale (ma anche verticale con l’espansione della formazione da quartetto a quartetto esteso o band+orchestra) è il tema tipico del progressive rock, genere di breve durata (almeno se vogliamo considerare la qualità dei dischi prodotti).

Un esempio Gentle Giant con il pezzo di apertura del densissimo Free Hand, chiamato Just the same. Siamo nel 1975 e il livello sonoro / musicale è alle stelle.

I Gentle Giant verranno inghiottiti all’alba degli anni ’80. I HATE PINK FLOYD. Arriva il punk è il percorso della complessità viene spezzato per ritornare all’immediatezza della canzone.

Cos’è la modernità? Vorrei fare un parallelo con le altre scienze ma non ne sono in grado. Nella canzone alla prolissità si è sostituito un concetto di sviluppo nell’infinitamente piccolo o cmq nel dettaglio. Perchè posso prendere un oggetto e guardarlo da tante parti diverse.

E’ quello che succede con il pezzo seguente che si basa su 1, dico 1 idea dall’inizio alla fine. (anche il ritornello è in realtà basato sulla strofa). Pero’ cucinata e vestita in modo sempre diverso durante i suoi 4 minuti. Per esempio strofa non viene mai eseguita con la stessa combinazione di strumenti. Infatti qui lo schema non indica la sequenza di sezioni ma l’assenza o la presenza di strumenti. E non ho neanche messo tutti i particolari e le parti suonate. Dalle 2 tracce dei Beatles del 1964 siamo passati ad una quantità di dettagli OLTRE.

rubblebucket

La struttura della cattedrale rimane comunque inutile se alla base della canzone non c’è una storia da raccontare. Anche nelle cattedrali vere funziona cosi’.

Forse ora è meglio tacere

Ah il gruppo si chiama Rubblebucket e hanno appena pubblicato un album. Ho comprato il loro CD e siamo nel 2014. Il 2014 si e compro ancora i CD.

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