Un piccolo giardino

Molte cose nella vita feriscono. Tipo rasoiate in pieno petto, dolori acuti e per lo piu’ fastidiosi. molte per dire quasi tutto. Una volta avevo sviluppato un metodo per non lasciarmi divorare dalle cose che non riuscivo a controllare. Questa cosa aveva molto a che fare con la musica, con un certo tipo, quella rassicurante. Era tipo 20 anni fa. La cosa rassicurante era che era roba che ti portava fuori dall’istante in cui eri e ti metteva dentro un istante eterno in un mondo che non aveva a che fare con te. Ne ho mandata giu’ di musica cosi, a tonnellate. Era anche un tipo di fenomeno da dipendenza (non che ci sia niente di male in una dipendenza) che ti portava a guardare le copertine per ore, a leggerti i testi, a diventare un esperto, a collezionare tutto quello che c’era da avere

Ora i dischi di un certo gruppo tra altri li ho comprati uno ad uno mettendo da parte i soldi poco alla volta. Ogni volta una novita’ tipo girando la pila trovavi una copertina nuova, e nuovi 45 minuti da conoscere. Finiti i dischi cominciai con il comprare i dischi fatti dai singoli componenti del gruppo. Questi dischi erano la possibilità di una nuova storia, anche se gia’ allora sapevo che erano una versione minore e spostata del gruppo principale, a parte poche eccezioni. Poi piu’ erano spostati e piu’ mi piacevano.

Poi c’e’ tutta la questione filosofica che ti piace qualcosa che non piace a quasi nessuno. Almeno nell’anno in cui ascoltavo questa roba, fuori tempo massimo, era totalmente fuori moda. Le conseguenze sono scavare un fossato tra te e gli altri, non avere niente di cui parlare e altre conseguenze spiacevoli. Quella positiva e’ che non sopportavi chi avevi davanti potevi tornare nella cameretta ad ascoltare altra roba. Finito con i dischi ufficiali parti con la raccolta dei concerti dal vivo. Piu’ di 300 (quelli piu’ conosciuti – registrati dal pubblico a qualità varia). cominciai a scambiarli con tutto il mondo, 1 ad 1. Nel senso mandavi un concerto e ti rispedivano un concerto. Come l’album delle figurine ma edizione estesa e con amici ovunque. Un nuovo tipo di emozione. Poi aprire il giornale ogni giorno sperando che ci fosse una notizia su queste persone, tipo un ritorno, un nuovo disco. Di fatto qualcosa ma per lo piu’ deludente. Il mondo dei sogni completamente infestato da questi spettri. La cosa che mi ricordo con il senno di ora e’ che questa musica per quanto apprezzabile non aveva molto a che fare con la mia vita. O meglio non volevo che la mia vita avesse a che fare con qualcosa, perchè avevo già provato che ci si puo’ far male con poco. La soluzione era facile ed era tornare in un non-luogo della non-memoria. La cosa che mi manca era l’attesa per qualcosa che non arrivava mai, non qualcosa di trascendentale ma semplicemente una cosa nuova da ascoltare. Ora questo attaccamento pseudo-musicale non l’ho piu’ provato a questi livelli per altra musica pero’ nel tempo ho trovato chi parlava a vario titolo di qualcosa che vagamente centrava con quello che sentivo. C’e stato anche il periodo della musica che ti prende a schiaffi, oppure ti toglie la pelle. UN po’ da funzione catartica. Per andare in fondo a una cosa di te che detesti e cercare di sudarla fuori come le tossine quando hai la febbre. Altro giro, altra dipendenza.

un genere che invece non mi ha mai preso e che ora spopola qua e la sono i testi meta con gli autoriferimenti a se stessi, a una canzone, al mondo dei social e altre cazzate oppure i testi finto-esistenziale-tutto a 1 euro. (a parte qualche pezzo dei Cani, che mi fanno peraltro sorridere su un mondo che descrivono bene). Non sono convinto che ci sia bisogno di 1 misura o di dire qualcosa di bello che vada bene un po’ a tutti. A vederla bene le due visioni sulla vita sono 1 completamente atroce e 1 completamente salvata. Il problema e’ che servono tutte e due oltre a una mia certa fascinazione con la negatività. Ma e’ solo per ricordarmi che non vorrei finire male ma non e’ scontato. Quindi mi piacciono ancora i gruppi da devasto sonoro / annientamento del bello / spirale negativa. Sempre che non si siano trasformati in business e abbiano a cuore la forma del loro prodotto (questa mia cosa si chiama IDEALISMO).

la cosa su cui sto lavorando adesso con alcuni anni ritardo è farsi ferire se possibile ancora di piu’, uscire da un giardino e smettere di vivere una meta-vita e fare delle cose anche sbagliate. Una cosa sbagliata che vorrei fare vista l’economia in crisi e’ comprare altri CD. E andare al concerto dei Cani+Warpaint a fine Agosto (i concerti dal massimo 15euro che comunque sono pochi ma sono sempre 15 cioe’ quasi 9 litri di benzina verde)
PS: La prossima cosa assolutamente sbagliata e’ peraltro dedicare parole alle Warpaint ma serve per solo per una recensione-state in guardia dal…

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