L’unico gruppo che conti qualcosa

The Clash

Un titolo cosi altisonante per un gruppo di teste di c***o (cosi come li ha definiti il loro ultimo manager Bernie Rhodes), che mando’ tutto all’aria al momento del successo?

Si. E aggiungo che usero’ del materiale di un fallito e sfigato (per sua definizione), il nostro amico e compianto Lester….seguono brani tratti da sue opere postume

The Clash 1977, NME (by Lester Bangs) :

“Vedi caro lettore, gran parte di quanto è fuoriuscito dal punk in sintesi si riassume nelle parole “faccio schifo, tu fai schifo, il mondo fa schifo, e chissenefrega…” che ehm mi sembra perlomeno insufficiente.”

“A parte il pogo, cè un altro aspetto dell’apprezzamento da parte del pubblico che non è cosi carino in fondo: gli sputi. Per qualche ragione questo sembra essere una novità per chiunque, cosi lo mettero’ nero su bianco. “ASCOLTATE VOI PICCOLE TESTE BACATE, E’ NAUSEANTE E STUPIDO, E NON NEL SENSO BUONO DELLA PAROLA STUPIDO, INTENDO E’ INUTILE, TUTTE LE BAND LO ODIANO (almeno quelle a cui ho parlato) E SUONEREBBERO MEGLIO E SAREBBERO MOLTO PIU’ FELICI SE VOI TROVASTE UNA MANIERA PIU’ ORIGINALE DI ESPRIMERE IL VOSTRO APPREZZAMENTO”

Lester segue i Clash per una manciata di date nel 1977 e impara una lezione anzi due.

La prima è quando si mette nella lobby dell’albergo ad aspettare dopo il concerto. I Clash con un piccolo seguito salgono nelle stanze. Lui detesta aspettare come uno stupido parassita giu’ all’ingresso. Aspettando che qualche mitica rock band forse si degni di apparire regalmente ai sudditi…

Invece i Clash scendono, realmente interessati a incontrare e conoscere i loro fan uno ad uno. Lester si aggira tra i tavoli, con un po’ troppo alcool nel corpo, distrutto dal viaggio quando  un certo punto Mick Jones chiede a Lester “Hei Lester, la mia stanza è piena stanotte; Adrian puo’ stare con te?” indicando Adrian un giovane fan adolescente seduto li’ vicino.

Oook! ecco che la sua stanza si trasforma in un alloggio notturno per giovani hippie, Lester pensa ad uno scherzo e invece è cosi. La mattina dopo a colazione Adrian (il giovane e brufoloso fan) spiega a Lester che è abitudine dei Clash ospitare quelli come lui nelle loro stanze d’albergo dopo i concerti. sul pavimento s’intende..

Per Lester è una rivelazione che un gruppo si comporti cosi’ con i fan. una vera anomalia allora e ancora oggi*.

I Clash dicevano addio a quel disgustoso muro tra artista e fan e il pubblico veniva trattato con piu’ rispetto. E questo aspetto della loro grandezza andava oltre la musica.

Mi mancate Clash…cosi tanto che vi dedichero’ numerosi post, e vi usero’ per dimostrare la mia regola dei 5 album!

ndr: * Anzi no anche oggi lo puoi fare con il cosiddetto vip package. Compri un biglietto ma invece di pagarlo al normale prezzo, dai 250 euro o forse piu’ all’artista di turno il quale ovviamente ti permette di avere i posti migliori e nel migliore dei casi…di stringerti la mano in quei 2 secondi a tua disposizione. pero’ vuoi mettere la maglietta, il drink prima del concerto nel privè.

ndr2: the only band that matters (lo disse proprio Lester Bangs)

 

One thought on “L’unico gruppo che conti qualcosa

  1. i

    ecco. abbiamo un’amica in comune che mi ha detto: segui questo blog qui.
    e siccome è un’amica amica io le ubbidisco.
    e poi me mi piace la musica.
    e poi io ho fatto un sacchissimo di mixtape, nella mia vita, sono un’esperta.
    e poi i clash li conosco pochissimo e quindi.
    e poi niente, così almeno hai un lettore (una lettrice)
    anzi due.
    contando anche ci.
    ecco.
    i

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